COMUNE DI CASSINELLE
Provincia di Alessandria
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UNA CURIOSITA': LE PIETRE VERDI

Buona parte del territorio cassinellese è caratterizzato da una interessante formazione rocciosa denominata "Pietre verdi", a causa del colore dominante. La sua formazione risale al periodo Giurassico-Cretaceo quando si formò l'ossatura della catena appenninica sui fondali di un grande oceano, affiorata successivamente al di sopra della zolla continentale.
Per questo in Cassinelle, e soprattutto nell'area del torrente Amione, è possibile trovare fossili di piante, conchiglie e animali vissuti milioni di anni fa.


IL BACINO TERZIARIO PIEMONTESE:
Alla fine dell'era Mesozoica la configurazione dei continenti era notevolmente diversa da quella che conosciamo oggi... Le zolle continentali che costituivano la crosta terrestre, riunite durante il paleozoico in un unico supercontinente (la Pangea), durante il mesozoico iniziarono a separarsi, in conseguenza a fenomeni endogeni del pianeta. I blocchi continentali andarono man mano spostandosi e separandosi tra loro, formando nuovi mari e oceani, che avrebbero determinato, milioni di anni dopo, la distribuzione delle terre emerse attuale (teorie della deriva dei continenti e della tettonica a zolle).
Circa 60 milioni di anni fa, all'inizio dell'Era Cenozoica, l'Oceano Atlantico era ancora molto meno ampio dell'attuale, Australia e Antartide formavano ancora un unico blocco, l'India era un'isola, l'Africa era separata dall'Eurasia da un mare, la Tetide, che comunicava verso Est con l'Oceano Indiano e verso Ovest con l'Oceano Atlantico.

EOCENE:

Nell'Eocene, circa 50 milioni di anni fa, la zolla continentale africana, coinvolta da grandiosi movimenti nelle parti più profonde della crosta terrestre, iniziati già nel Giurassico, andava lentamente avvicinandosi alla zolla euroasiatica, con una lentissima rotazione in senso antiorario che determinava la compressione dei fondali marini della Tetide. I profondi fondali della Tetide, nei quali si erano deposti i sedimenti che avevano originato le rocce del Mesozoico, in conseguenza dello scontro tra le zolle continentali, si ripiegarono, si accavallarono, fino ad emergere in parte del mare, per formare la catena alpina embrionale allineata in senso NW-SE. Nell'incavo dell'arco alpino in formazione si insinuava un braccio di mare in cui si depositarono i materiali erosi dalla giovane catena montuosa, in un'area corrispondente all'attuale Monferrato. Questa zona rimase per lungo tempo sommersa, mentre quella corrispondente alle Langhe era, in parte, già emersa. La Tetide occupava ancora vaste zone, anche se questo mare risultava già meno esteso e meno profondo.

OLIGOCENE:

Nel periodo successivo, l'Oligocene (da 35 a 23 milioni di anni fa), parte delle aree emerse durante l'epoca precedente eocenica, a seguito del sollevamento della catena alpina, vengono progressivamente riacquistate dal mare di provenienza orientale, padana, formando un ampio golfo denominato "Bacino Terziario Piemontese". In esso si distinguono un'area costiera sud-occidentale e verso nord zone di mare profondo e aperto. Nella zona delle langhe e dell'Alto Monferrato sono ben visibili le fasi di questo evento. Il livello marino si innalzava progressivamente occupando prima le aree depresse. Si formarono così delle coste molto frastagliate, bordate da gruppi di piccole isole. Il clima tropicale favorì la formazione di scogliere coralline nei bracci di mare poco profondi ai bordi delle terre emerse (Ponzone, Bric Mazzapiede) e sulla terraferma, lo sviluppo di una ricca vegetazione con essenze caratteristiche di clima caldo, di cui sono celebri e spettacolari le impronte fossili. Durante la fase trasgressiva il mare oligocenico sulle propaggini delle terre emerse liguri si impostarono ridotti bacini continentali di tipo paludoso, corrispondenti attualmente a Bagnasco e Cadibona. Quest'ultimo costituirà un importante deposito lignitico con resti di vertebrati come coccodrilli, tartarughe e Antracoteri, lontani antenati dei cinghiali attuali.
Dai rilievi alpini i fiumi portavano a valle enormi quantità di ghiaie, costituite da ciottoli anche di grandi dimensioni, scaricandoli in mare su una stretta piattaforma sommersa che bordava la catena montuosa in cui viveva una ricchissima fauna marina tra cui più abbondanti erano i molluschi, gli echinoidi (ricci di mare), foraminiferi, briozoi e gli artropodi (granchi). Oggi i resti fossilizzati di questi organismi si ritrovano abbondanti negli strati sedimentari delle località di Cassinelle, Molare, Ciglione, Mioglia, Sassello, ecc...
Di tanto in tanto grosse frane sottomarine, probabilmente dovute a movimenti tellurici, scivolavano lungo la scarpata continentale ed il materiale grossolano si alternava ai sedimenti fini di mare profondo. Continuando la sua avanzata, il mare ricoprì completamente la zona del Piemonte meridionale. In questo mare, divenuto più profondo, si depositarono strati di fanghiglie argillose un pò calcaree, destinate a trasformarsi in marne. Alla fine del periodo oligocenico, una coltre continua di questi sedimenti profondi ricoprì quello che per alcuni milioni di anni era stato un paesaggio ricco di isole e penisole. Le aree più settentrionali corrispondenti all'attuale Monferrato e alle colline di Torino non vennero interessate da grandiosi movimenti tettonici avvenuti in questi periodi, rimanendo continuamente sommerse sotto un mare abbastanza profondo.